Agricoltura sostenibile

PRATI STABILI E BIODIVERSITA’

Biodiversità sono tutti gli esseri viventi che popolano la Terra (il capitale naturale), compresi noi che ne facciamo parte e sfruttiamo ciò che ci offre: cibo, acqua e risorse.

La biodiversità é essenziale al benessere umano, in quanto garantisce servizi alla base delle nostre economie e società. La superficie dell’Italia occupa lo 0,2% del pianeta ed è tra i Paesi Europei più ricchi di biodiversità. Questa ricchezza è seriamente minacciata ed elementi di essa rischiano di essere irrimediabilmente persi: circa il 15% delle specie vegetali superiori e il 40% delle specie vegetali inferiori sono minacciate di estinzione; per le specie animali, la metà dei vertebrati presenti in Italia è minacciata d’estinzione.

Le conseguenze della perdita di biodiversità riguardano, non solo la qualità della vita, ma la possibilità della vita stessa sulla terra.

Latteria San Pietro è da sempre impegnata nel sostegno e nella valorizzazione della biodiversità grazie ai Prati Stabili della valle del Mincio.

I nostri prati non vengono fertilizzati con prodotti chimici che possono nuocere alla natura e il terreno non viene arato, nel massimo rispetto della terra e dei microrganismi che la rendono fertile.

I nostri prati conservano un altissimo livello di biodiversità perché non vengono seminati, ma la propagazione delle essenze è 100%
naturale attraverso il vento, insetti, pioggia ecc...

In questo modo non viene fatta alcuna selezione di specie vegetali ad esclusione di altre, ma si lascia che la natura compia il suo
percorso ordinario senza alcun intervento artificiale.

I prati grazie all’alto livello di biodiversità diventano così casa di moltissime specie animali che a loro volta contribuiscono ad aumentare il valore di biodiversità.

PRATI STABILI E LA RIDUZIONE DELL’EFFETTO SERRA

Oggi sappiamo che le biomasse agricole hanno una funzione ecologica fondamentale nel limitare l’eccesso di CO2 in atmosfera,
tra le principali cause dell’ “effetto serra”.

Grazie alla fotosintesi le piante crescono e trasformano il carbonio dell’atmosfera in radici, steli, fiori e parte del carbonio è immobilizzata per tempi anche lunghi in sostanza organica nel suolo.

I prati stabili polifiti, che non vengono rotti ma semplicemente sfalciati sono in continua ricrescita.

Recenti analisi dei suoli hanno dimostrato che il prato stabile è capace di fissare circa 180 tonnellate di carbonio per ettaro nei primi 50 centimetri di suolo. Questo quantitativo corrisponde al 25% in più rispetto alla quantità di carbonio per ettaro fissata da un suolo posto a seminativo, come ad esempio un medicaio. Nel terreno, di fatto, i prati stabili stoccano carbonio, sotto forma di sostanza organica, sottraendolo all’atmosfera.

PRATI STABILI E LA SALVAGUARDIA DELLA FALDA ACQUIFERA

I prati stabili inoltre, non essendo mai arati e lasciando quindi intatte radici e parti vegetali della pianta, aiutano a ridurre la
percolazione dei nitrati nella falda acquifera.

Un eccesso di nitrati nella falda acquifera può essere molto pericoloso per l’uomo: l’introduzione nell’organismo di nitrati e nitriti può causare la formazione di composti cancerogeni.

Per l’ambiente invece un eccesso di nitrati può causare eutrofizzazione, piogge acide, emissioni di ossido di azoto che causano effetto serra.

COSA SIGNIFICA ROMPERE UN PRATO STABILE?

Rompere un prato stabile significa eliminare un sano alimento per gli animali, grazie al quale il latte avrà un ottimo sapore, ma
significa anche rilasciare nell’aria carbonio: arando un ettaro di prato stabile si libera in atmosfera tanta anidride carbonica quanta ne libera un’autovettura di media cilindrata che percorre due milioni di chilometri

Significa anche aumentare la possibilità che le falde acquifere mantovane siano un pericolo per l’uomo attraverso i nitrati.

Significa perdere tantissima biodiversità floro – faunistica che in questo periodo è già in fortissimo pericolo, e con lei tutto il pianeta.

Il prato rappresenta un modello sostenibile di agricoltura che deve essere salvato e valorizzato.